L’elogio delle “erbacce” e la forza di cambiare il mondo

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DandelionMasjidDarussalamSanFrancisco1_MonaCaron_0Ogni tanto, navigando a vista, si scoprono piccoli, grandi, grandissimi capolavori; e questa è una di quelle occasioni! ..ho trovato proprio impossibile non condividere la “scoperta”!!

Giorni fa mi sono imbattuta in un video di incredibile bellezza e originalità e non è stata solamente l’originalità in se a colpire la mia immaginazione, ma il modo singolare di comunicare concetti che condivido, che mi stanno a cuore, ma che spesso rimangono relegati in contesti più “accademici” anche per quanto riguarda la modalità di comunicarli.

La parola “resilienza” ultimamente è entrata a far parte anche del gergo politico, ma cosa significa? … come la si può spiegare in modo piano? forse applicata all’ambito che le è più consono, quello da cui ha tratto origine il termine stesso, lo studio degli ecosistemi! Cosa rappresenta in modo semplice, ma inequivocabile il concetto di resilienza, se non la capacità delle piante erbacee pioniere di riappropriarsi, di quelli che definiamo “vuoti urbani” ? …ma soprattutto quale è la reale importanza di comunicare questo concetto oggi, a noi, abitanti delle città metropolitane?

La risposta si può trovare nei lavori di questa bravissima artista/attivista ( artivism ) americana di San Francisco, Mona Caron  impegnata da decenni, attraverso le sue opere di street art, nella comunicazione di questi concetti, allo scopo di rendere consapevoli le comunità locali di quale sia l’importanza della natura minima che ci circonda. Perché per questa artista la consapevolezza, già di per se,  può aumentare significativamente la possibilità che la bellezza si riappropri di un contesto urbano degradato.

Per fare questo, è diventata una ricercatrice attenta, una vera esploratrice di questo mondo vegetale poco visibile, osserva, cataloga e riproduce dando voce alla forza ed alla resistenza della flora spontanea, che colonizza il cemento delle nostre città.

WeedsPhyteuma1_MonaCaron AsterAsheville3_MonaCaron“They may be tiny but they break through concrete. They are everywhere and yet unseen. And the more they get stepped on, the stronger they grow back”

Si potrebbe definire una sorta di “elogio delle erbacce”, vegetali all’apparenza insignificanti, ma che riescono a sopravvivere al cemento, ed anche estirpate, spesso rigermogliano più forti di prima; questa è resilienza! Le piante pioniere invadono i luoghi in abbandono, ma quasi non ci accorgiamo di questa micro natura che riesce “orgogliosamente” a trovare il suo micro habitat, con una forza sproporzionata, rispetto alle sue misere dimensioni!

 Il “troppo piccolo” quasi sempre, difatti, sfugge allo sguardo poco attento e frettoloso dell’abitante urbano medio, allora per obbligare ognuno di noi a porre attenzione, Mona Caron trasforma l’infinitamente piccolo, ricercato da lei con grande cura, in opere che lo riproduco in una scala infinitamente grande, così che la forza delle erbacce non passi inosservata! Si tratta di opere con una evidente funzione sociale, murales di grande formato che invadono le facciate di edifici fatiscenti e che spesso l’artista rielabora in affascinati video.

Che dire, mi  parso un messaggio perfetto per l’ultimo post dell’anno! queste opere e la filosofia stessa dell’artista che le ispira, veicolano un messaggio di grande positività e speranza, non solo nei confronti del futuro delle nostre città, ma più in senso lato sono una potente metafora della capacità degli esseri viventi tutti, qualunque siano le loro “dimensioni”, di sopravvivere alle avversità.

Non importa quanto siamo piccoli, la forza delle nostre convinzioni, può scalfire il cemento!

Per conoscere meglio questa artista/attivista

http://http://monacaron.com/

 

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