Il “Giardiniero Francesce”…quando potare era un arte!

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Facendo ordine nella libreria, ieri mi è ricapitata fra le mani la copia anastatica di un piccolo saggio di potatura e giardinaggio datato 1723 che avevo trovato, per caso, anni fa in una libreria sotto casa. Si tratta de “Il Giardiniero Francese”, una sorta di sunto di due scritti, uno francese, l’altro italiano che trattavano di giardinaggio, ed in particolare (il testo francese tradotto) di potatura.

Già dal frontespizio si parla delle regole necessarie all’esercizio della pratica del giardinaggio che viene definito “Arte”.

Ma la parte più interessante, quella che mi è sembrata più illuminante e mi ha fatto venir voglia di condividerla è certamente l’introduzione alle regole basilari per eseguire una corretta potatura. Non ho potuto non pensare immediatamente agli scempi sul patrimonio arboreo a cui assistiamo quotidianamente nelle nostre città, oramai da anni, spesso senza poter far nulla!! ..e la conclusione è stata.. “ma dov’è finita quella sapienza che già tre secoli fa dimostrava quanto certi orgomenti facessero parte di una cultura del fare comunemente acquisita?” E si trattava di una cultura che univa conoscenza tecnico-scientifica,  utilità  ma anche estetica!

Le conoscenze tecniche dovremmo averle acquisite…il gusto estetico, anche se soggettivo, è un valore universale…e l’utilità??

Quale utilità ci sarà mai nel capitozzare degli alberi?

Leggete cosa scrive l’autore nella premessa del suo saggio di potatura tre secoli fa. Elenca quali sono le quattro “cose”  che si devono esaminare “nel taglio degli Alberi” … la prima? “cosa sia tagliare” , che sottolinea l’importanza dell’operazione stessa, prima di ogni altra cosa!

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